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Coach Box Magazine

18 Maggio 2026

Nel nuovo numero di Coach Box Magazine, il numero 22, emerge con forza una riflessione ampia e articolata sul basket come sistema, in cui formazione, cultura tecnica e visione del futuro si intrecciano in modo stretto. L’editoriale di Roberto Di Lorenzo, dal titolo “Non stiamo allenando squadre, stiamo costruendo il futuro“, apre il numero con un messaggio chiaro: l’allenatore oggi non deve limitarsi a insegnare soluzioni, ma deve educare alla lettura del gioco, alla decisione e all’adattamento.

Tra gli approfondimenti più significativi c’è l’articolo di Antonio Lezzi, “Vedere il gioco che non si vede“: l’AI come lente per leggere il gioco, progettare e formare nella complessità, che propone una lettura innovativa del coaching attraverso l’intelligenza artificiale, vista come strumento di supporto alla comprensione dei processi cognitivi e decisionali. Sempre sul tema della formazione e della cultura tecnica intervengono Maurizio Lasi con “L’importanza dei fondamentali nelle partite funzionali al gioco: la visione periferica, cosa guardare” e Claudio Barresi con “L’etica della Formazione: il formatore come giardiniere della crescita consapevole”.

Il numero dedica grande spazio anche alle storie e alle esperienze di chi vive il basket ai massimi livelli. James Laughlin firma “Struttura, identità e passione: il ruolo del Direttore Sportivo nel basket italiano”, mentre Raffaella Masciadri racconta il proprio percorso con “Dal parquet al campo: il mio percorso di crescita tra basket e calcio femminile“. Andrea Gracis, con “La mia esperienza di Direttore Sportivo“, e Maurizio Gherardini, con “Il mio intervento alla riunione degli allenatori a Torino”, completano un blocco di testimonianze che arricchisce il magazine con uno sguardo diretto sulla leadership sportiva.

Molto forte anche la sezione dedicata al settore giovanile, dove il tema dominante è la costruzione del giocatore nel tempo. Mattia Largo, con “Il Progetto giocatore nel sistema Virtus: dai primi palleggi al professionismo”, e Federico Bellotto, con “Il Settore giovanile della Pallacanestro Varese“, offrono due modelli di sviluppo basati su metodo, continuità e identità di club. A questi contributi si aggiungono l’analisi di Elena Vezzosi sulla “Transizione dalla difesa all’attacco di una squadra Under 17 Eccellenza” e l’approfondimento di Giulia Pegoraro su “I fondamentali individuali nel gioco senza palla: un modello integrato tecnico, fisico e mentale”.

Completano il numero i contributi di Enzo Marra su “Il Lavoro Sportivo: tante attese e speranze, ma anche tante difficoltà“, di Roberta Regis e Carla Ciuti con “Perché le bambine dovrebbero giocare a Minibasket?“, di Paolo Guderzo sul Corso Formatori Fisici CNA 2026, di Angela Gianolla sul ruolo del vice allenatore e di Massimiliano Duranti sul blocco lontano dalla palla tra precisione tecnica e vantaggio/svantaggio. Nel complesso, il magazine costruisce un mosaico ricco e coerente, che unisce tecnica, formazione, regolamento, organizzazione e cultura cestistica.